TRATTAMENTO SHIATSU

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Indice
TRATTAMENTO SHIATSU
Che cos'è lo shiatsu
Quali sono le sue origini
Shiatsu in corsia
Tutte le pagine






Lo Shiatsu è una disciplina di origine orientale che si occupa di prevenirealleviare e curare i disturbi fisici e gli squilibri psicologici, per migliorare lo stato di benessere generale della persona.

 Il termine “Shiatsu” letteralmente significa “dita” (Shi) e “pressione” (Atsu).

La digitopressione è una tecnica di manipolazione corporea che utilizza prevalentemente le dita delle mani, in particolare il pollice, per esercitare delle pressioni su punti specifici del corpo.Lo shiatsu è una pratica orientale nata dall’integrazione delle antiche tecniche terapeutiche della Medicina Tradizionale Cinese (agopuntura) e delle moderne conoscenze occidentali della fisiologia, anatomia e psicologia.

Il trattamento shiatsu focalizza l’attenzione tanto sui sintomi fisici dolorosi quanto sullo stato di salute globale dell’individuo. Infatti una delle caratteristiche fondamentali dello shiatsu consiste nel focalizzare l’attenzione sull’intero stato di benessere della persona, in linea con una concezione olistica ed integrata                     

“Lo shiatsu mira anzitutto a prevenire l’instaurarsi delle malattie e, stimolando i poteri terapeutici che l’uomo possiede, a sviluppare organismi capaci di opporsi all’insorgenza delle stesse.

Adeguando il trattamento alle variazioni delle condizioni individuali è possibile stimolare i mirabili poteri curativi che ogni organismo possiede e favorire lo stato di buona salute, psichica e fisica.”

Toru Namikoshi


QUALI SONO LE SUE ORIGINI?

Tokujiro Namikoshi è considerato l’ideatore della shiatsu-terapia, così chiamata in quanto riconosciuta ufficialmente in Giappone nel 1964 come forma di cura autonoma, esercitata sia a scopo preventivo sia a scopo terapeutico, insegnata in ambito universitario e praticata a livello ospedaliero.

Le origini dello shiatsu risalgono alle tecniche messe in atto da Namikoschi per lenire i dolori della madre affetta da reumatismi articolari; si trattava di massaggi tipici della tradizione giapponese e di pressioni esercitate sulle parti dolenti con l’intenzione di fare del bene.

Nel tempo, con la pratica quotidiana e grazie agli studi approfonditi di anatomia e fisiologia, Namikoshi delineò una metodologia di applicazione delle pressioni che localizzò su specifici punti del corpo.

Venne individuata una sequenza di lavoro completa di circa 780 punti, distribuiti principalmente lungo il decorso dei nervi e dei muscoli, che si concretizzò nel Metodo Base di Namikoshi.

Namikoshi, autorizzato dal Ministero per la Sanità e il Benessere a praticare terapia e corsi, fondò a Tokyo nel 1957 la prima ed unica Scuola Giapponese di Shiatsu che prepara tutt’oggi operatori specializzati in questo campo.

“Il cuore dello shiatsu è come il puro affetto materno, la pressione delle mani fa scorrere la forza vitale”

Tokujiro Namikoshi

Shizuto Masunaga, psicologo giapponese, prima allievo e successivamente collaboratore nella Scuola di Namikoshi, con il tempo si distaccò dal maestro ed elaborò la metodologia dello Zen Shiatsu.

Questo stile riscosse grande successo ed ebbe maggiore diffusione in Europa piuttosto che in Giappone, dove si continua a praticare prevalentemente lo shiatsu di Namikoshi.

Lo Zen Shiatsu è caratterizzato dall’introduzione del concetto energetico: tanto gli esseri umani quanto l’intero Universo sono dotati di energia vitale che genera movimento intorno e dentro di noi. Questa energia, secondo la visione della Medicina Tradizionale Cinese, scorre nel nostro corpo attraverso una rete di canali detti Meridiani.

Lo scopo principale dello Zen Shiatsu consiste nella stimolazione di alcuni punti del corpo, situati lungo i meridiani, per correggere gli squilibri energetici presenti nell’organismo che porteranno all’insorgenza delle malattie. Si tratta quindi di un lavoro preventivo per promuovere la salute e il benessere dell’individuo.

È interessante notare come la maggior parte dei punti dello shiatsu di Masunaga coincidono con quelli delineati nelle mappe di Namikoshi


L’ANTICA PRATICA ORIENTALE SI DIFFONDE

Shiatsu in corsia, alleato contro tensione e dolori

Trattamenti allopatici coadiuvati da una tecnica tradizionale. Sempre più numerose le

esperienze

Ruggiero Corcella 

In Giappone è riconosciuto dal ministero della Sanità che così lo definisce: «Lo

shiatsu è un trattamento che tramite pressioni effettuate con i pollici e i palmi delle

mani su determinati punti del corpo, corregge irregolarità, conserva e migliora la

salute, contribuisce a mitigare diverse malattie e attiva la capacità di autoguarigione

dell’organismo. Non ha effetti collaterali». Da noi, questa “pratica di lunga vita” che

affonda le sue radici nelle antichissime arti manipolatorie cinesi è arrivata ai primi

degli anni ‘70. In quarant’anni, lo shiatsu (in giapponese “shi” significa dito e “atsu”

pressione) si è trasformato. I pochi pionieri che avevano viaggiato fino al Giappone

per apprendere gli insegnamenti dei maestri di shiatsu (primo fra tutti, Tokujiro

Namikoshi, considerato il fondatore della disciplina) sono diventati decine di migliaia.

ALL'HUMANITAS ­ «Allora lo shiatsu era completamente sconosciuto e veniva

scambiato per un piatto della cucina giapponese ­ racconta Attilio Alioli, presidente

dell’Accademia Italiana Shiatsu Do ­. Oggi è conosciuto non dico da tutti, ma

comunque si è sviluppato ed affermato nel campo delle discipline bionaturali». Gli

“shiatsuka” (operatore di shiatsu) sono attivi nei più svariati reparti ospedalieri, nei

servizi sul territorio che si occupano di dipendenze e di anziani, nelle scuole, nelle

comunità di recupero e nelle carceri. All’Istituto Humanitas di Rozzano, lo shiatsu è

entrato nella vita di pazienti, medici, tecnici e infermieri del reparto di Radioterapia

parlandone davanti alla macchinetta del caffè. «Ho scoperto che il nostro

capotecnico, Antonio Modugno, era un operatore shiatsu ­ spiega Marta Scorsetti,

responsabile del reparto ­. Mi ha portato un libricino che mi ha sensibilizzato sul

lavoro di volontariato della sua associazione in un centro per bambini handicappati.

Ho detto: se fai cose tanto belle, perché non proviamo con questa paziente molto

contratta?».10/2/2017 Medicina e Salute: consigli utili ­ Corriere della Sera

http://www.corriere.it/salute/13_dicembre_20/shiatsu­corsia­alleato­contro­tensione­dolori­31714672­6988­11e3­95c3­b5f040bb6318_print.html 2/2

SHIATSU GRATIS ­ La donna, con un tumore alla mammella ormai con metastasi,

non dormiva da una settimana. Dopo il trattamento, si è addormentata come una

bimba. Così, fatto un test di alcuni mesi su una quindicina di pazienti, il reparto ha

allestito due stanze con luci soffuse e dagli inizi di dicembre i malati possono

usufruire di sedute di shiatsu gratuite e su base volontaria. Ma quello dell’Humanitas

non è il solo esempio di integrazione fra shiatsu e ospedali. All’ospedale Versilia di

Viareggio, per esempio, è stato attivato un ambulatorio shiatsu già dal 2001. E tra il

2006 e il 2007, Istituto dei tumori di Milano e Fondazione Floriani hanno trattato con

lo shiatsu i pazienti oncologici ricoverati in hospice. L’esperienza su 16 pazienti è

stata oggetto di uno studio pubblicato sulla Rivista italiana di cure palliative, i cui

risultati indicano un miglioramento dello stato emotivo e un possibile contributo al

controllo dei disturbi più frequenti.

ALTRE ESPERIENZE ­ «Il trattamento è molto utile ­ dice Augusto Caraceni,

direttore della struttura complessa di Cure palliative, terapia del dolore e

riabilitazione ­. Stiamo proseguendo e oggi utilizziamo lo shiatsu su circa 60 dei 200

pazienti l’anno ricoverati». Tra il 2000 e il 2006, anche la Medicina riabilitativa

dell’ospedale Sacco ha condotto uno studio su 100 pazienti con lombalgia, sui quali

il trattamento shiatsu si è dimostrato efficace. Ora, a Roma, ospedale Sant’Andrea e

Università La Sapienza stanno facendo partire uno studio osservazionale su 45

pazienti della Neurologia con emicrania cronica trattati con lo shiatsu. E non sono

solo i pazienti a sottoporsi al trattamento con i pollici e i gomiti: medici e infermieri

del Dipartimento di emergenza e accettazione del nuovo ospedale San Giovanni di

Dio di Firenze lo hanno provato e, assicurano gli operatori, ne hanno tratto grande

beneficio.

6 gennaio 2014 | 09:29

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 “Si può migliorare la qualità della nostra vita ricercando l’equilibrio, l’armonia e stimolando la nostra vitalità”

 

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