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La balbuzie
Psicologia
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La balbuzie

La balbuzie, detta anche disfluenza verbale, ha come aspetto sintomatologico principale la ripetizione o il prolungamento di fonemi o sillabe, pause e inceppamenti che nel corso dell'espressione verbale vengono uditi o percepiti causando disagio a chi li produce.

La balbuzie si manifesta con movimenti irregolari dei muscoli di respirazione, articolazione e fonazione che si presentano all'inizio e durante l'eloquio, rendendo estremamente difficoltoso il linguaggio e provocando disagio nella persona, che spesso si acuisce nelle situazioni sociali. 

La balbuzie è così definita:

1.Anomalia del normale fluire e della cadenza dell'eloquio (inadeguati per l’età del soggetto) caratterizzata dal frequente manifestarsi di uno o più dei seguenti elementi: ripetizioni di suoni o sillabe; prolungamento di suoni; interiezioni; interruzioni di parole (cioè pause all'interno di una parola); blocchi udibili o silenti (cioè pause del discorso colmate o non colmate); circonlocuzioni (sostituzioni di parole per evitare parole problematiche); parole emesse con eccessiva tensione fisica; ripetizione di intere parole monosillabiche (per esempio «Ho - o - o - o - o fame»).

2.L'anomalia interferisce con i risultati scolastici o lavorativi, o con la comunicazione sociale.

3.Se è presente un deficit motorio della parola o un deficit sensoriale, le difficoltà nell’eloquio vanno al di là di quelle di solito associate con questi problemi.

La balbuzie può essere accompagnata da tic ed involontari movimenti del corpo.

L'OMS classifica la balbuzie come un disturbo dello sviluppo, “un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa con precisione quello che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo”. Secondo i dati epidemiologici circa l'1-1,3% della popolazione italiana ne soffre, e circa l'85% presenta i primi sintomi in età prescolare. Il balbuziente può mostrare difficoltà relazionali e sociali legate al suo problema.

Nell'episodio di balbuzie si possono distinguere quattro momenti, spesso in rapida successione tra loro:

1.la fase di prebalbuzie, dove il soggetto anticipa a livello cognitivo l'evento temuto, come l'inceppamento nel parlare;
2.la fase della balbuzie, dove il soggetto balbetta effettivamente;
3.la fase della risoluzione, dove il soggetto riesce a parlare e si calma;
4.la fase della postbalbuzie, in cui il soggetto giudica se stesso, spesso negativamente, dando origine a meccanismi di punizione e di controllo che finiscono per rinforzare il processo della balbuzie.

La persona che soffre di balbuzie presenta una serie di parole “critiche” sulle quali tende ad avere difficoltà ed incepparsi, per cui spesso sviluppa una vera e propria fobia di questa serie di vocaboli, che tende ad evitare in tutti i modi durante il suo eloquio. Compie così un enorme sforzo cognitivo per costruire frasi che non contengano i vocaboli critici, in aggiunta al normale processo di pensiero legato alla costruzione e formulazione di concetti e frasi. Questo tentativo difficile ed infruttuoso alla fine produce ulteriore stanchezza, tensione e frustrazione.

La psicoterapia cognitiva e comportamentale della balbuzie lavora su diversi aspetti del problema; si parte da una valutazione funzionale della sua entità, per poi lavorare sul cambiamento e il miglioramento della situazione attraverso una serie di tecniche:

individuazione e modifica degli stimoli ambientali e relazionali che innescano il meccanismo della balbuzie;
tecniche di respirazione e tecniche di instaurazione della fluenza;
tecniche di rilassamento: traning autogeno, rilassamento muscolare e immaginativo;
desensibilizzazione sistematica degli stimoli ansiosi legati alla balbuzie;
terapia cognitiva con ristrutturazione di schemi ed idee irrazionali legati alla percezione del problema, incremento dell'autostima e dell'immagine di sé;
traning assertivo per il miglioramento delle abilità sociali e l'affermazione positiva di sé;
trattamento dei tic legati alla balbuzie, se presenti.

Il trattamento psicoterapeutico è molto efficace se effettuato in sinergia con un trattamento logopedico.

Il trattamento logopedico specifico per la balbuzie e, più in generale per il trattamento di tutte le disfluenze verbali, si articola in una serie di passaggi:

1.esercizi di rilassamento in modo da rilassare la muscolatura della bocca, del collo e delle spalle: questo tipo di attività permette di rilassare le zone a maggior rischio di stress durante la conversazione;
2.esercizi di respirazione diaframmatica in modo da favorire il più possibile un corretto accordo tra sistema respiratorio e sistema fonatorio;
3.esercizi di masticazione delle parole in modo da legare quanto più possibile le varie consonanti e far pensare al gesto tecnico il paziente in modo che non si focalizzi sul messaggio verbale ma su una consegna parallela;
4.allungamento della sillaba iniziale delle parole  durante la lettura.
 


 

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