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La balbuzie
La balbuzie, detta anche disfluenza verbale, ha come caratteristica principale la ripetizione o il prolungamento di fonemi o sillabe, pause e inceppamenti che nel corso dell'espressione verbale vengono uditi o percepiti causando disagio a chi li produce.
La balbuzie si manifesta con movimenti irregolari dei muscoli di respirazione, articolazione e fonazione che si presentano all'inizio e/o durante l'eloquio, rendendo estremamente difficoltoso il linguaggio e provocando disagio nella persona, che spesso peggiora nelle situazioni sociali.
La balbuzie è così definita:
1. Anomalia della normale scorrevolezza del messaggio verbale (inadeguati per l’età del soggetto) caratterizzata dal frequente manifestarsi di uno o più dei seguenti elementi: ripetizioni di suoni o sillabe; prolungamento di suoni; pause; intoppi nella verbalizzazione; allungamento delle vocali; parole passpartout (sostituzione con altre parole per evitare le parole problematiche o che il soggetto presume possano essere problematiche); interruzioni di parole (cioè pause all'interno di una parola); parole emesse con eccessiva tensione fisica; ripetizione di intere parole monosillabiche (per esempio «Ho - o - o - o - o fame»).
2. L'anomalia interferisce con i risultati scolastici o lavorativi, o con la comunicazione sociale.
3. Se è presente un deficit motorio della parola o un deficit sensoriale, le difficoltà nell’eloquio vanno al di là di quelle di solito associate con questi problemi.
La balbuzie può essere accompagnata da tic ed involontari movimenti del corpo.
Nell'episodio di balbuzie si possono distinguere quattro momenti, spesso in rapida successione tra loro:
1. la fase di prebalbuzie, dove il soggetto anticipa a livello cognitivo l'evento temuto, come l'inceppamento nel parlare;
2. la fase della balbuzie, dove il soggetto balbetta effettivamente; 3. la fase della risoluzione, dove il soggetto riesce a parlare e si calma; 4. la fase della postbalbuzie, in cui il soggetto giudica se stesso, spesso negativamente, dando origine a meccanismi di punizione e di controllo che finiscono per rinforzare il processo della balbuzie.
La persona che soffre di balbuzie presenta una serie di parole “critiche” sulle quali tende ad avere difficoltà ed incepparsi, per cui spesso sviluppa una vera e propria fobia di questa serie di vocaboli, che tende ad evitare in tutti i modi durante il suo eloquio. Compie così un enorme sforzo cognitivo per costruire frasi che non contengano i vocaboli critici, in aggiunta al normale processo di pensiero legato alla costruzione e formulazione di concetti e frasi. Questo tentativo difficile ed infruttuoso alla fine produce ulteriore stanchezza, tensione e frustrazione.
La psicoterapia cognitiva e comportamentale della balbuzie lavora su diversi aspetti del problema; si parte da una valutazione funzionale della sua entità, per poi lavorare sul cambiamento e il miglioramento della situazione attraverso una serie di tecniche:
• individuazione e modifica degli stimoli ambientali e relazionali che innescano il meccanismo della balbuzie;
• tecniche di respirazione e tecniche di instaurazione della fluenza; • tecniche di rilassamento: traning autogeno, rilassamento muscolare e immaginativo; • desensibilizzazione sistematica degli stimoli ansiosi legati alla balbuzie; • terapia cognitiva con ristrutturazione di schemi ed idee irrazionali legati alla percezione del problema, incremento dell'autostima e dell'immagine di sé; • traning assertivo per il miglioramento delle abilità sociali e l'affermazione positiva di sé; • trattamento dei tic legati alla balbuzie, se presenti.
Il trattamento psicoterapeutico è molto efficace se effettuato in sinergia con un trattamento logopedico.
Il trattamento logopedico per i disturbi della fluenza verbale, si basa su due tipi di approccio: un approccio più generale e uno più specifico. L’obiettivo del trattamento generale è quello di insegnare piccole tecniche atte a migliorare le condizioni fisiche e nervose del soggetto. Queste semplici raccomandazioni si basano su situazioni distensive che minimizzino l’ansia, regolazione del sonno, piccoli e semplici esercizi di rilassamento muscolare e piccoli esercizi respiratori. La terapia specifica, invece, prevede, oltre alla terapia psicoterapica precedentemente spiegata, una terapia foniatrica. La terapia foniatrica si basa su esercizi specifici di respirazione e di rieducazione della fluenza. Questi esercizi sono: 1. esercizi di rilassamento in modo da rilassare la muscolatura della bocca, del collo e delle spalle; questo tipo di attività permette di rilassare le zone a maggior rischio di stress durante la conversazione; 2. esercizi di respirazione diaframmatica e di accordo pneumofonico in modo da impostare una corretta respirazione e favorire il più possibile un corretto accordo tra sistema respiratorio e sistema fonatorio; 3. esercizi di “masticazione delle parole e delle frasi” in modo da introdurre un gesto tecnico (la masticazione) che elimini il carico di pressione sull’emissione vocale e, allo stesso tempo, lega le varie componenti della parola in modo da evitare il rischio di spasmi. Allungamento della sillaba iniziale delle parole per favorire una maggior fluidità dell’eloquio; 4. Lettura con metodo della “masticazione delle parole e delle frasi” per favorire un buon automatismo; associazione al metodo “mangia-parla” all’allungamento della sillaba iniziale della frase. E’ importante sottolineare l’importanza della fase della lettura perché favorisce l’acquisizione automatizzata delle tecniche riabilitative che poi verranno impiegate nella conversazione libera; 5. Estensione delle competenze acquisite alla conversazione libera.
Note: L'OMS classifica la balbuzie come un disturbo dello sviluppo, “un disordine del ritmo della parola nel quale il paziente sa con precisione quello che vorrebbe dire, ma nello stesso tempo non è in grado di dirlo”. Secondo i dati epidemiologici circa l'1-1,3% della popolazione italiana ne soffre, e circa l'85% presenta i primi sintomi in età prescolare. Il balbuziente può mostrare difficoltà relazionali e sociali legate al suo problema.
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