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Kaleidos Viareggio
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Tra pochi giorni comincerà un nuovo anno scolastico e per molti bambini il 15 settembre sarà il primo giorno di scuola, ma cosa vuol dire realmente imparare a leggere,scrivere, contare ...? perchè alcuni di loro fanno particolarmente fatica? iniziamo con il cercare di  capire i processi di lettura e scrittura:

 ... e se già nei primi giorni di scuola i genitori si accorgono che i tempi di apprendimento e l'esecuzione anche di semplici compiti è faticosa per il bambino, è opportuno sottoporlo a una valutazione per verificare se  è in possesso dei PREREQUISITI  NECESSARI ALL' APPRENDIMENTO  

Il trattamento precoce di una difficoltà fa si che non si trasformi in disturbo 

I PROCESSI DI LETTURA E SCRITTURA
a cura di Giacomo Stella

LA LETTURA E' UN PROCESSO IL CUI SCOPO E' LA COMPRENSIONE DEL TESTO SCRITTO.
La comprensione del testo si realizza quando il soggetto riesce a ricostruire nella sua mente una rappresentazione mentale dello scritto. Per questo motivo il processo di lettura è definito processo psicolinguistico: il soggetto infatti costruisce una rappresentazione mentale (la parte psico) che ricava da una serie di elementi linguistici scritti ( la parte – linguistica ).
La ricerca del significato è compiuta da ognuno di noi con strategie e modi diversi. Le strategie sono lo strumento del processo di lettura. La lettura ad alta voce ad esempio è una delle strategie che può essere utilizzata per accedere al significato, ma è errato pensare che essa sia l’unica.
È importante non confondere:
il processo di lettura -> che è un’ attività di ricerca del significato, con il processo di oralizzazione -> che è un’ attività di trasformazione del testo scritto (segni) in enunciato verbale (suoni).
Può infatti succedere di incontrare bambini che oralizzano bene ma non comprendono il testo; ciò può trarre in inganno gli insegnanti nello stabilire le reali capacità dell’alunno.

COSA EVITARE

Considerare l'apprendimento della lettura come un processo in due tempi in cui operare una dissociazione tra il processo di decodifica (parte - linguistica) e quello di comprensione (parte - psico).

DA COSA PARTIRE

Partire sempre dalle conoscenze del bambino:
Rispettare le conoscenze che il bambino ha già per assimilarle ad un percorso in cui insegnargli a passare da un ‘utilizzazione quasi esclusiva di indici extra-linguistici ad un uso prevalente degli indici linguistici, attraverso un progressivo inserimento di questi ultimi nel processo di anticipazione .
Se l’insegnante accetta l’attività spontanea del bambino può notare come in tale processo si mescolino strategie d’anticipazione e di decifrazione. Partendo da ciò l’insegnante è indotta ad assumere un ruolo diverso a seconda delle strategie mostrate dai singoli alunni.
Se il bambino presenta un utilizzo eccessivo degli indici linguistici, l’insegnante lo solleciterà a considerare i corrispondenti grafemici (meccanismo della decifrazione).
Viceversa nel caso in cui il bambino si attenga esclusivamente alle strategie di decifrazione, senza riuscire a riconoscere la parola, l’insegnante cercherà di stimolare il processo di anticipazione ad esempio attraverso il mascheramento di parte della parola unito alla sollecitazione a fare delle ipotesi considerando altri elementi (ad esempio le immagini).

COME INDAGARE LE STRATEGIE DEL BAMBINO

Per indagare le strategie del bambino è possibile utilizzare oggetti reperibili nell’ambiente ( scatole per alimenti, materiale pubblicitario…). Le domande che vengono rivolte al bambino mirano ad identificare quali strategie usa per interpretare i segni scritti.
LE DOMANDE CHE VENGONO POSTE AL BAMBINO SONO DI DUE TIPI:
1) Con le domande "dove c’è scritto" l’adulto chiede al bambino di localizzare una parola che è già stata identificata attraverso altri criteri.
In questo caso ciò che emerge dalla risposta non è specificamente una strategia d’interpretazione, ma sono piuttosto gli indici che il bambino utilizza per ritrovare nel testo scritto il corrispondente del significato che è già stato individuato.
Questo tipo di domande che contengono richieste localizzatorie, ci danno un’ informazione importante, ma ancora parziale, sulla strategia del bambino per l’interpretazione del testo scritto. Nello stesso bambino è talvolta possibile rintracciare strategie diverse.
La contraddittorietà dell’ uso contemporaneo di strategie di localizzazione basate sul criterio della massima evidenza (extralinguistici) e su un criterio di corrispondenza fonografica (linguistico) è solo apparente, in quanto si manifesta di frequente in bambini che stanno passando da una strategia ad un’ altra.
2) Con le domande “ cosa c’è scritto qui” si chiede al bambino di interpretare la parola specificamente indicata dall’ adulto. Il compito richiede la considerazione degli indici grafici e in particolare verifica:
- Se il bambino è in grado di riconoscere i segni grafici nel loro valore sonoro convenzionale, quindi di decifrare.
- Se a partire da quelli è in grado di ricostruire un significato congruente con l’immagine o con il contesto coordinando decifrazione e rappresentazioni mentali.
- Se il bambino, pur non sapendo fare nessuna delle due operazioni sopra descritte, è almeno in grado di differenziare le parole di fronte a stimoli diversi.

COME FARE CON I BAMBINI IN DIFFICOLTÀ 

È necessario aiutare il bambino a spostarsi verso indici linguistici, cioè insegnargli ad utilizzare in modo proficuo la decifrazione.
Per fare questo si deve innanzi tutto verificare la sua capacità di compiere un’analisi fonologica sia pure parziale della parola.
È dunque bene proporre attività che permettano una coordinazione tra anticipazione, vincolata all’interno di un universo limitato di parole conosciute, e decifrazione che permetta di riconoscere le parole dalle prime lettere.

COME ESTENDERE LA CAPACITÀ FONOGRAFICA DELLE PAROLE SCRITTE 

L’estensione dell’ analisi fonografica non deve essere interpretata come l’avvio di un processo di moralizzazione insistente e incontrollato. Al contrario è necessario bilanciare lo sforzo fatto per decifrare un numero maggiore di segni, con la possibilità di mantenere attivo il meccanismo d’anticipazione.
A tale proposito, vale la pena di ricordare che lo sforzo fatto per operare la sintesi dei vari elementi decifrati, cresce con l’aumentare del loro numero e che l’impegno richiesto alla memoria in queste occasioni spesso sottrae le risorse cognitive necessarie per compiere altre operazioni.

COME ALLARGARE IL CONTESTO D’ ANTICIPAZIONE

Il passaggio dalla lettura di una parola alla lettura di una frase sollecita in particolare il meccanismo di anticipazione e l’attività di coordinazione, in quanto la comprensione del significato richiede la considerazione di molti più elementi che non entrano nella lettura di una singola parola.
L’attività di decifrazione non può reggere il peso di tutto il processo, soprattutto nei decifratori lenti, senza sovraccaricare la memoria ad un livello eccessivo. È dunque molto importante in questo passaggio accrescere l’ efficienza del meccanismo d’ anticipazione, anche tenendo conto del fatto che il bambino incontra nel testo nuove parole, che, pur svolgendo un ruolo linguistico essenziale, non hanno una corrispondenza diretta nella realtà. Gli articoli, gli avverbi, gli aggettivi, i verbi sono unità linguistiche che il bambino incontra per la prima volta come elementi separati dai loro referenti concreti. La facilità con cui la maggior parte dei bambini impara a processare queste parti del discorso non deve indurci a sottovalutare l’ importanza dell’ impegno, in termini metalinguistici che questo passaggio comporta. Di fronte a queste parole nuove e sconosciute, il bambino ricorre a strategie di decifrazione che spesso non sono sufficienti per l’ accesso al significato. Queste parti del discorso sono difficili da anticipare ed altrettanto faticoso è assegnare loro un ruolo nella frase scritta.

COME INTRODURRE UNITA' LINGUISTICHE DIVERSE DALLA PAROLA

Gli elementi presenti nell'ambiente rappresentano un passaggio intermedio significativo per introdurre elementi diversi dalla parola.
Si possono utilizzare: scatole di cibi o di altri prodotti, inserzioni pubblicitarie, insegne, cartelli stradali. Tutti questi materiali consentono d'introdurre nuovi elementi senza ridurre il grado di anticipabilità e il sostegno degli indici extra linguistici. Gli aggettivi associati ad un cibo, le qualità pubblicizzate di un oggetto, possono essere più facilmente immaginati o addirittura ricordati dal bambino nel momento in cui comincia la decifrazione della nuova parola.
Altra forma di lettura che offre la possibilità di approfittare degli indici contestuali, pur senza rinunciare alla complessità del testo, è sicuramente il fumetto. Il fumetto è più facile da leggere per la sua aderenza al discorso parlato, e per il forte supporto interpretativo offerto dalle immagini.


I MODELLI DI LETTURA

I modelli principali a cui si riferiscono i sistemi d’insegnamento adottati generalmente nella scuola sono due:
- Il modello dell’accesso fonologico, che ha dato luogo al metodo fonematico, basato sulla decifrazione accurata della parola scritta
- Il modello dell’accesso diretto che ha dato luogo al metodo globale, basato sulla lettura di intere parole molto contestualizzate e presentate con frequenza.

LIMITI DEL MODELLO FONEMATICO:
- Sovraccarico della memoria a breve termine.
- Eccessiva dipendenza dall’oralizzazione.
- Tendenza a privilegiare la parte strettamente linguistica del processo di lettura; cioè la trasformazione delle stringhe di segni in stringhe di suoni.

LIMITI DEL MODELLO GLOBALE:
- Deve essere accompagnato da una forte motivazione alla lettura.
- Richiede un retroterra di conoscenze lessicali e sintattiche.
- Non si presta ad una dissociazione degli aspetti psico (legati alla comprensione) da quelli linguistici (legati alla trasformazione del segno)
- Rischio di approssimazione nella comprensione del testo.
- Rischi di un’eccessiva tendenza ad indovinare.
Nell’insegnamento scolastico il metodo più diffuso è sicuramente quello fonematico e del resto è quello che meglio si adatta alle caratteristiche fonografiche della lingua italiana, ma ciò non significa che il possesso di un efficiente meccanismo di decifrazione comporti di per sè un buon apprendimento della lettura. Ciascuno dei

due metodi suddetti sviluppa in particolare uno degli aspetti implicati nel processo di lettura e ciò che manca in entrambi è una corretta considerazione dei diversi meccanismi implicati nel processo di lettura. 

 

 Allarme dagli Usa: più di due mesi senza scuola e i ragazzi dimenticano tutto

RAFFAELLO MASCI
ROMA

Attenti alle vacanze: più se ne fanno più si diventa asini. In brutale ed estrema sintesi, è questa la tesi che sostiene una ricerca della Johns Hopkins University riportata dal settimanale americano «Time», in un articolo di David Von Drehle. 
Tutta la colpa - dice il settimanale - è di Tom Sawyer (il popolare personaggio dell’omonimo romanzo di Mark Twain) il quale associava l’anno scolastico all’oppressione, e la vacanza estiva alla creatività, criminalizzando in qualche modo la scuola. In realtà, dice l’articolo, i ragazzi americani fanno quattro settimane di vacanza più dei loro colleghi «di altre parti del mondo», cioè dei paesi europei. E questa lunga cesura - secondo «Time» - determinerebbe un «summer learning loss», cioè una perdita di conoscenze che può arrivare a due terzi di quanto appreso durante l’anno. 

Questo è lo scenario americano, secondo «Time», ma con delle varianti sociali non indifferenti: il rischio di disperdere, in estate, quanto accumulato in inverno riguarderebbe soprattutto le classi economicamente e culturalmente meno attrezzate, e quindi più bisognose di essere sostenute, in quanto i bambini di questo insieme sociale vivrebbero l’estate come un break totale rispetto a qualunque esperienza di apprendimento. Chiuso il libro a giugno, insomma, fino all’autunno solo tv e playstation. 

I ragazzi delle classi agiate, invece, avrebbero accesso a tutti quei percorsi formativi tipici dell’estate da ricchi: summer schools, corsi di lingua, viaggi, libri, eccetera. Il senso è: attenti a dare troppe vacanze, ma soprattutto attenti a darle tutte insieme. Sarebbe meglio diversificare nell’arco dell’anno in maniera da tenere sempre i bambini e i ragazzi in un percorso formativo.

In effetti, dati alla mano, negli Usa si fanno più vacanze che in Europa, ma il problema poi va declinato a seconda degli stati e delle scuole: «Gli istituti privati, spesso assai costosi - spiega Orazio Niceforo, a lungo direttore generale della pubblica istruzione e oggi professore di sistemi scolastici comparati a Roma II - in realtà offrono una vasta gamma di possibilità anche durante le vacanze». E tuttavia le differenze con l’Europa ci sono: la Francia, per esempio, ha un paio di mesi di vacanza d’estate più altre tre settimane durante l’anno, assegnate in maniera diversa a seconda delle regioni. «Ma ha anche - spiega Niceforo - un sistema modulare di didattica, che vuol dire un programma scolastico che può essere facilmente articolato in brevi periodi con costanti momenti di valutazione» e questo consente di distribuire meglio le vacanze senza lasciare lunghi periodi morti.

In Europa, peraltro, quasi tutti gli Stati fanno così: un calendario nazionale di massima e uno regionale più articolato, in genere per un totale di 10-12 settimane di vacanza complessivamente. In Germania sono affidati ai singoli land, in Spagna esiste - come da noi - un calendario nazionale declinato sul territorio, in Inghilterra, invece, l’autonomia delle scuole è massima e ciascuna decide per sé.

«L’Italia - dice Niceforo - corre lo stesso rischio degli Stati Uniti: vacanze troppo lunghe d’estate anche se, nella pratica, la scuola si ferma solo ad agosto. Ci sono i corsi di recupero dei debiti formativi a luglio. E poi, nelle grandi città, i comuni organizzano i centri estivi che, quando sono fatti bene, sono anche laboratori di didattica. Esistono dunque iniziative che protraggono l’apprendimento anche in estate, ma sono fatti episodici. E anche da noi esiste il rischio della differenza di classe: molti leggono, molti viaggiano, molti fanno corsi di lingua. Ma tutti gli altri?». 

 

 

 

 

 

 

 

ANCORA A PROPOSITO DI DISLESSIA  

 

 

 

 

 Quattro chiacchiere con gli addetti ai lavori!!!!

 

ADESSO PARLIAMO DI DIRITTO ALLA SALUTE

 

  

 

DOPO L'INTERESSANTE GIORNATA DEL 19 GIUGNO SU AUTISMO E VACCINI  

ECCO NUOVI INTERVENTI

  

 

DA FORMATO FAMIGLIA TRASMISSIONE DI TV2000 ECCOVI LE VERITA' NON DETTE (IN TV) SUI 

VACCINI ED I RISCHI DA REAZIONE AVVERSA, FAR GLI OSPITI DELLA TRASMISSIONE : AVV. SAVERIO CREA, IL DR. MAURIZIO CONTE E LE FAMIGLIE MILANI E DONOLATO

  Prof. franco Verzella 

 

 
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Cerchiamo psicologi di formazione cognitivo-comportamentale da inserire nella nostra equipe .

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Incontro con l’Avvocato Crea sul tema

 

 

“AUTISMO E VACCINO”

  Domani Sabato 19 Giugno dalle ore 16.30 alle ore 18.30,

  presso il Centro Psicopedagogico Kaleidos di Viareggio

 

L' Avv. Saverio Crea parlerà sul tema dell’autismo provocato dai vaccini 

 Verranno illustrati all’interno dell’incontro i vantaggi derivanti dalla sentenza di Busto Arsizio che, per la prima volta in Italia, ha reso possibile la richiesta amministrativa  di un ingente assegno vitalizio per le cure e l’assistenza ai bambini che rientrano nelle patologie dei disturbi dello spettro autistico, la cui causa è stata determinata dai vaccini obbligatori.

 All’incontro saranno presenti gli specialisti del Centro psicopedagogico Kaleidos che affronteranno, insieme ai partecipanti, la problematica dal punto di vista clinico.

 Le adesioni, necessarie per una miglior organizzazione dell’evento, dovranno pervenire presso:


 Centro  Psicopedagogico Kaleidos  tel. 0584-582509

 Via Pucci, 62 55049 Viareggio LU


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www.kaleidosviareggio.com

 

 

Presso  il CENTRO PSICOPEDAGOGICO KALEIDOS  di Viareggio  è attiva un’equipe multidisciplinare di logopedisti, pedagogisti clinici, psicomotricisti e psicologi dell’età evolutiva

che dal  24 MAGGIO 2010 - 4 GIUGNO 2010

saranno gratuitamente a disposizione per uno Screening Cognitivo sui Pre-Requisiti Scolastici necessari al corretto apprendimento della lettura e della scrittura e del calcolo.

Per ulteriori informazioni:  tel.0584. 582509 oppure Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Gli apprendimenti scolastici fin dalla Prima Elementare, richiedono l’integrazione di numerose funzioni cognitive e percettivo - motorie: vista, udito, motricità, lateralità, memoria, elaborazione delle informazioni, processi associativi, seriazione, coordinazione oculo-manuale, ecc … Tali funzioni si presumono acquisite negli anni della Scuola dell’Infanzia. 

Nei casi in cui il rendimento scolastico sia inadeguato, si può ipotizzare che possa trattarsi di disturbi che riguardano specificatamente le capacità di apprendimento e non semplicemente di poca applicazione allo studio e pigrizia del bambino. 

I bambini che dallo Screening risultano nella fascia di rischio, sono anche quelli con maggiori probabilità di incontrare difficoltà nell’acquisizione degli apprendimenti scolastici di lettura, scrittura e calcolo.  Prima viene attivato un intervento riabilitativo, maggiori sono le possibilità di recupero. Il Disturbo di Apprendimento se conclamato rappresenta il fattore di rischio principale per la dispersione scolastica comportando disistima e mancata motivazione al fare. 

Ecco perché è assolutamente d’obbligo la parola PREVENZIONE anche in ambito DSA (Disturbi di Apprendimento).

CHI SIAMO

Il Centro Kaleidos è una struttura polivalente che si occupa di disturbi di apprendimento (come la dislessia, la disgrafia, la discalculia, la disortografia),  di parent training, di orientamento scolastico e di formazione degli insegnanti. Il Centro è attivo a Viareggio da tre anni e  si avvale di un’equipe specialistica multidisciplinare, qualificata anche in psicodiagnostica.  Nel Centro, si effettuano terapie e  trattamenti individuali e/o di gruppo sia ad indirizzo psicologico/psicoterapeutico che pedagogico, sia di carattere logopedico e psicomotorio. Presso il Centro Kaleidòs sono inoltre attivi gruppi di rilassamento Bergès (tecnica molto efficace nel trattamento dei DSA), e rilassamento Jacobson e di psicomotricità.  E’ inoltre,  attivo il servizio di logopedia per il trattamento dei disturbi legati alle difficoltà di apprendimento, del linguaggio e della qualità vocale in età evolutiva e adulta. In linea con la nostra campagna di sensibilizzazione sui DSA, proponiamo percorsi formativi/informativi nelle scuole, nei centri di aggregazione, nelle associazioni giovanili (es. Scout), rivolti ad Educatori, Insegnanti ed altre figure educative. Il Centro Kaleidòs collabora con la Cattedra di Teoria e Tecnica dei Test della facoltà di Psicologia di Padova. Sul territorio Versiliese Kaleidos collabora alcune Amministrazioni Locali e con associazioni di genitori 

La nostra equipe è composta:

Direttore : Dott.ssa Elena Gramegna

Direttore Scientifico e Coordinatore Clinico: Dott. Alberto Mazzeo

Psicologi/Psicoterapeuti: D.ssa C. Dore,  Dott. M. Lavaggi,  D.ssa D. Grassi, D.ssa A. Carta

Pedagogisti Clinici: D.ssa E. Gramegna, D.ssa F. Martini, D.ssa C. Bonelli

Terapisti della Neuropsicomotricità: D.ssa I. Lazzarini, D.ssa Aurore Favilla

Psicomotricista: S. Pavan

Logopediste: D.ssa G. Laurenti, D.ssa E. Giuliano

 


 

 7 Aprile 2010

 

 

 

 

 
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