COS'E' LA PSICOMOTRICITA' - TERAPIA PRECOCE

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Indice
COS'E' LA PSICOMOTRICITA'
CHI E' LO PSICOMOTRICISTA
Impugnatura scorretta
TERAPIA PRECOCE
La disgragfia
il trattamento della disgrafia
PSICOMOTRICITA' E SINDROME DI RETT
IL GIOCO
MOTIVAZIONE AD APPRENDERE
L'evoluzione del disegno
Tutte le pagine


IlL’IMPORTANZA DI INIZIARE LA TERAPIA PRECOCEMENTE


programma terapeutico deve iniziare il prima possibile, ai primi segnali che qualcosa non va, perchè prima il bambino riesce ad essere agganciato ed interattivo, prima comincerà ad apprendere e minori saranno i comportamenti disadattivi che egli svilupperà per affrontare le sue difficoltà.
Nonostante i migliori sforzi dei genitori, sovente è difficile portare un bambino in terapia. Spesso un genitore percepisce che qualcosa non va, ma viene deriso dai parenti e, talvolta, anche dagli operatori: “Tutti i bambini sono diversi… Aspetti a vedere cosa accadrà”. Tuttavia, i bambini con disturbi gravi non possono permettersi di aspettare, perché mesi o anni persi nell’attesa saranno difficilmente recuperabili.
Normalmente ci vogliono otto mesi da quando un genitore cerca aiuto fino all’inizio di una terapia intensiva. SONO TROPPI. Quando un bambino manifesta difficoltà della relazione e della comunicazione, la situazione dovrebbe essere valutata il prima possibile. Gli accertamenti dovrebbero iniziare entro pochi giorni e la terapia intensiva dovrebbe iniziare durante gli esami stessi. Solo in questo modo il processo di declino può fermarsi e il bambino può risparmiarsi mesi di ritardo dello sviluppo.
Il modo migliore per capire tempestivamente i problemi è avere pediatri, educatori e genitori che agiscano da sistema di “avviso di pericolo”. I pediatri sono in una posizione particolarmente strategica; essi sono vicini alle famiglie e hanno l’esperienza e la prospettiva di afferrare i problemi che i genitori possono non cogliere. Ad ogni visita di controllo i pediatri dovrebbero esaminare l’adeguatezza delle abilità evolutive raggiunte dal bambino, inclusi i pattern emozionali, cognitivi, linguistici, sensoriali e motori. Disturbi potenzialmente gravi potrebbero essere riconosciuti prima che ostacolino lo sviluppo del bambino.
Ad esempio, a 18 mesi un bambino dovrebbe essere in grado di impegnarsi in una relazione calorosa, di prendere l’iniziativa e di sostenere una comunicazione con l’altro, utilizzando gesti complessi per comunicare i propri desideri e bisogni. Se non riesce a fare tutte queste cose la valutazione e l’intervento dovrebbero essere immediati!





 

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Gli studi

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