COS'E' LA PSICOMOTRICITA' - PSICOMOTRICITA' E SINDROME DI RETT

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Indice
COS'E' LA PSICOMOTRICITA'
CHI E' LO PSICOMOTRICISTA
Impugnatura scorretta
TERAPIA PRECOCE
La disgragfia
il trattamento della disgrafia
PSICOMOTRICITA' E SINDROME DI RETT
IL GIOCO
MOTIVAZIONE AD APPRENDERE
L'evoluzione del disegno
Tutte le pagine




CENNI DI PSICOMOTRICITA’ NEL TRATTAMENTO DELLE PAZIENTI RETT.


Lo scopo della psicomotricità nella presa in carico delle bambine con sindrome di Rett è quello di migliorare la loro qualità di vita e ciò passa sicuramente attraverso una corretta relazione genitori/ professionisti.
Quali sono i principi di base dello sviluppo del bambino? Quali le tecniche e gli esercizi corrispondenti a ciascuna tappa evolutiva?
Prima di tutto è importante sottolineare qualche aspetto riguardante lo sviluppo del bambino. In particolare, è possibile basarsi sul suo sviluppo sensoriale: da esso, si costruiranno la presa in carico e l’intervento in ambito psicomotorio.
L'evoluzione del tono muscolare è legata alla maturazione neurologica. In particolare, essa risponde a due leggi di sviluppo:
• La legge cefalo caudale: il controllo motorio e posturale si sviluppa dall'alto verso il basso del corpo (il controllo del capo è anteriore alla posizione seduta). Esempio: dai tre mesi il bambino comincia a controllare la sua testa e poi impara a stare seduto. Quindi, i progressi nelle strutture e nelle funzioni cominciano dalla parte superiore del corpo per poi estendersi al tronco ed infine alle gambe;
• La legge prossimo-distale: il controllo dei segmenti muscolari avviene dall'asse vertebrale verso la periferia. Ciò significa che i muscoli più vicini alla colonna vertebrale sono i primi ad essere oggetto di controllo della volontà (è prima utilizzata la spalla, poi il braccio ed infine la mano).
Queste due leggi sono, poi, regolate dalla legge della differenziazione: la motricità globale si affina e si differenzia in attività sempre più localizzate, fini ed adattate. Questa cronologia deve essere rispettata nel momento in cui proponiamo attività alle bambine con sindrome di Rett.
Ciò implica una scelta d’esercizi che di volta in volta mantengano gli stadi acquisiti e contribuiscano a passare agli stadi successivi nel controllo posturale.
Tutti gli esercizi di psicomotricità si basano su queste due importanti leggi: per arrivare a far prendere degli oggetti al bambino, occorre prima lavorare bene sugli esercizi delle spalle, poi su quelli del corpo.
Lavorando con le bambine con sindrome di Rett, ed in generale con bambini con pluridisabilità, occorre mettersi di fianco, perchè essi utilizzano principalmente il campo visivo periferico e non il campo visivo di faccia. E’ molto importante comprendere come posizionare il bambino in modo tale che possa recepire gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante.
L'approccio sensorio-motorio, così come e stato descritto da Andreé Bullinger, può essere considerato come la base della psicomotricità. Il suo apporto si situa a livello degli aspetti sensoriali e motori nelle loro funzioni arcaiche di allerta, di orientamento e di rimessa in forma del corpo, rendendo possibile la condotta di manipolazione, ciò in una prospettiva strumentale.
Le condotte senso-motorie sono sempre presenti nel comportamento umano. "II loro posto e la loro importanza variano seguendo le tappe nelle quali il soggetto è impegnato" (A. Bullinger).
Le interazioni tra l'organismo ed il suo ambiente consentono la costruzione di un insieme di rappresentazioni molto importanti. I flussi sensoriali (tattili, olfattivo-gustativi, sonori, visivi) sono uno dei materiali privilegiati che alimentano l'attività fisica dell'individuo.
Lo stato tonico e posturale va a modularsi seguendo i flussi percepiti. Le interazioni tra gli stati tonici, posturali e le dimensioni emotive suscitate permettono che si crei un equilibrio sensorio-tonico, detto piattaforma sensorio-tonica (H. Wallon), a partire dalla quale sono possibili delle azioni strumentali. Tale attività tonica di prima rappresentazione senso-motoria non può svolgersi se non c'e un equilibrio sensorio-tonico. Un tono troppo elevato blocca l'organismo o provoca scariche toniche, al contrario un tono troppo basso non permette la mobilitazione.
Nel corso dello sviluppo, gli oggetti di conoscenza ai quali il bambino accede ci permettono di reperire nelle diverse fasi di questo sviluppo, dei problemi che possono provocare loro e delle acquisizioni scorrette.




 

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Gli studi

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